La Panne – Una storia ancora possibile di Friedrich Dürrenmatt (29/06/2011)

Un romanzo di 60 pagine che si legge tutto d’un botto nel giro di poche ore: la drammaturgia del percorso esistenziale del protagonista Trabs, rappresentante generale di un’industria tessile, che si imbatte nel giuoco del tribunale per acconsentire alla petulante implorazione di tre persone anziane, uomini di legge (un tempo ricoprivano professioni giuridiche, un giudice, un pubbico ministero e un avvocato). Al termine dell’interrogatorio montato su per gioco, Trabs si convince effettivamente della propria colpevolezza, avendo premeditato un omicidio ai danni del suo proprietario di lavoro. Praticamente, venendo a conoscenza di una malattia che lo perseguitava da tempo, cominciò ad ostacolarlo furtivamente nel tentativo riuscito di aggravarla, corteggiando appositamente la sua “appetitosa mogliettina”, con esiti soddisfacenti. Ha adottato questi principi comportamentali al solo scopo di aspirare ad una condizione economica più conveniente, di arpionare il posto prestigioso di direttore dell’azienda, in tal modo, appigliandoci alla letteratura sociologica, giusto un cenno, puntando, nel mondo lavorativo, ad una “mobilitazione verticale per innovazione” e non per conformità, com’è bene che avvenga attraverso il merito e il duro lavoro (vedasi R. Merton, rifiutando i mezzi leciti per raggiungere una meta, ma accettando comunque quest’ultima, arrivabile, in egual modo, con mezzi illeciti); ricorrerà al suicidio dopo essersi reso conto di essersi comportato in maniera irresponsabile. Dal gioco alla realtà dei fatti.

Giuseppe Paolo Caraglia

 

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