“Lo Straniero” di Albert Camus (29/06/2011).

“Lo Straniero” di Albert Camus si configura come figurazione emblematica di una condizione anomica. Eventi, circostanze e situazioni privi di relazioni con le ragioni dell’omicidio commesso, determinano la sentenza finale del giovane protagonista. Si assiste alla rappresentazione del mostro morale, passivo ed incapace, nel corso del processo, di dire cose utilizzabili a suo discapito, più che altro estraneo alle norme convenzionali e ai codici comportamentali della società del suo tempo. Prima il giudice istruttorio, poi il Pubblico Ministero concordano nel constatare che, oltre all’omicidio in sè, avvenuto per futili motivazioni, si considera che il protagonista non si sia commosso alla cerimonia del funerale di sua madre, che abbia cominciato una relazione sentimentale irregolare e che abbia riso davanti ad un film comico. Codeste sono pratiche di inosservanza e imperizia morale, da includere nella struttura discorsiva dell’accusa e in quella che sarà la sentenza finale (una irrevocabile condanna a morte).

 Giuseppe Paolo Caraglia

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