Devianza e Criminalità Giovanile (17/09/2010)

Intendo affrontare il problema dei fenomeni di devianza e criminalità giovanile soffermandomi sui seguenti punti:

Genitorialità – Un tempo se si riceveva un richiamo da parte dell’insegnante per qualche mancanza, i genitori, venendolo a sapere, si schieravano a favore di quel richiamo, invitando il figlio, attraverso punizioni informali, a responsabilizzarsi, nell’utilizzo di mezzi che gli consentissero di non ripetere lo stesso sbaglio. Non solo. Se nella vita quotidiana in gruppo ci si comportava male, era frequente che le figure adulte intervenissero per sottolineare la scorrettezza di quelle azioni. E’ chiaro che quel metodo autoritario oggigiorno appare improponibile per via dei suoi limiti. Occorre però sottolineare come il ruolo educativo del mondo degli adulti si sia pericolosamente indebolito, venendosi a caratterizzare addirittura come omissivo. Oggi gli adulti spesso si presentano ai giovani come disinteressati o assenti, il famoso “laissez-faire”. E’ vero, è cambiato il contesto sociale, ma non il sacrosanto dovere di educare i figli. La figura adulta deve quindi compiere lo sforzo di recuperare il suo ruolo di guida nei confronti dell’infanzia e dell’adolescenza. Solo il recupero di una figura adulta non omissiva può davvero aiutare i giovani nell’arduo cammino della vita. Ci sarebbe bisogno di genitori determinati a far valere i propri principi, rinunciando alla più facile strada del semplice atteggiamento amichevole nei confronti dei figli, anche a costo di qualche sacrificio personale.
Sostanze stupefacenti – L’assunzione di droga, in particolare l’uso di eroina, è una potenziale scelta di deterioramento esistenziale. Essa è, soprattutto, morte della libertà e della dignità della persona. E’ logoramento degli affetti, della famiglia, delle risorse economiche. E’ perdita della fiducia nel rapporto sociale e disagio nelle relazioni interpersonali. Uscirne è possibile, anche se non facilmente. Richiede l’impegno attivo di tutti. Non basta disintossicarsi, occorre migliorare la qualità delle relazioni con la famiglia, gli amici, le persone affettivamente significative. Curare e riabilitare i tossicodipendenti significa ridurre il rischio che i loro comportamenti si diffondano tra gli altri giovani ed adolescenti. Significa ridurre i gravissimi costi umani e sociali legati a lutti, malattie, carcerazioni. Sarà essenziale organizzare eventi invitando esperti del settore (psicologi, medici ecc.) per discutere della fenomenologia del caso, delineandone cause e conseguenze derivanti dall’assunzione di droga.
Bullismo – Il bullismo nuoce alla società in modo devastante, svantaggia lo sviluppo sociale ed economico, alimenta l’aggressività e la criminalità. Un paese moderno non deve tollerare tutto questo. In genere il bullismo è caratterizzato da un insieme di coefficienti quali: 1) Il persecutore prova piacere nel cercare di domare la vittima senza mostrare alcuna pietà per la sofferenza psichica o anche fisica del perseguitato. 2) La prepotenza del persecutore sul perseguitato è spesso legata alla superiorità dovuta all’età, alla forza fisica, o al sesso. 3) La vittima è più sensibile degli altri coetanei alle prese in giro, non sa o non può difendersi adeguatamente ed ha delle caratteristiche fisiche o psicologiche che la rendono più incline alla vittimizzazione. Il bullismo è un problema serio e frequente; sia la scuola che le organizzazioni giovanili devono affrontare il problema in maniera attiva. Se c’è stata una lamentela da parte di un genitore o se si notano atteggiamenti di bullismo tra pari, è opportuno organizzare una riunione del corpo insegnante sull’argomento con lo scopo di risolvere il problema o comunque di affrontarlo subito. A questo proposito si possono fare delle schede sulle cause del bullismo, sulle azioni che concretizzano comportamenti da bullo, sui sentimenti di ansia, isolamento e insicurezza che si insinuano nella vittima del bullismo e sui sentimenti e sulle azioni dell’oppressore e quindi sulle varie soluzioni che possano occorrere a fermare il bullismo. E ricordate che spesso la vittima del bullismo tende a nascondere l’atto di inciviltà che ha subito per paura di future rappresaglie e rivendicazioni contro la sua persona. La scuola è la prima vera istituzione sociale dove gli studenti devono essere incoraggiati a denunciare episodi di bullismo per un pronto intervento di autorità.

(Mozione del I° congresso Giovani Italia dei Valori della Provincia di Brindisi)

Giuseppe Paolo Caraglia

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