La rete ci renderà stupidi? Un saggio di Derrick de Kerckhove

Stavo sfogliando l’ultimo saggio del sociologo canadese Derrick de Kerckhove, “La rete ci renderà stupidi?” (Castelvecchi, 2016) sui pericoli ma anche sulle enormi potenzialità della rete. Tra gli effetti positivi si annoverano: un incremento del senso di autonomia, una maggiore sensazione di potere individuale, l’aumento dell’autostima e una maggiore disponibilità al cambiamento. Tra quelli negativi: la perdita e la riduzione di competenze convenzionali date in passato per scontate (tra gli es. facciamo più fatica a riconoscere facilmente persone incontrate per caso), diminuzione delle competenze interpersonali dal vivo (vita virtuale > vita reale), l’attenzione frammentata dato che le nostre attività sono interrotte continuativamente da dispositivi dotati di un qualche schermo (si accumulano solo frammenti di vita in luogo di una continuità esperienziale). Se una lettura, di qualsiasi genere essa sia, viene interrotta a più riprese, il pensiero prova in continuazione a ritrovare il filo, ma può farlo solo in modo frammentario e superficiale. Si apprende senza riflessione profonda (…)

GPC

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